IL PROF. GIONATA DE VICO OSPITE AL ROTARY CLUB CASERTA “TERRA DI LAVORO 1954”

Il Prof. Gionata De Vico – Ordinario di Patologia generale e Anatomia patologica veterinaria nell’Università degli Studi di Napoli Federico II – ha tenuto una relazione di grande spessore culturale e scientifico dal titolo evocativo:Quando la farmacia era un giardino”. Un percorso affascinante attraverso la storia della medicina, dalle radici classiche alla tradizione monastica, fino alle più recenti scoperte della farmacologia moderna. Cuore della relazione è stata la figura di Pedacio Dioscoride, medico militare del I secolo d.C., che seguì le legioni romane in Oriente, Asia, Africa, nei Balcani e in Dacia. Nella sua opera fondamentale, la De Materia Medica, descrisse circa 600 specie vegetali e oltre 1000 sostanze curative, di origine vegetale, animale e minerale. Tra gli esempi più sorprendenti ricordati dal Professore, l’ingestione delle lumache per la cura delle patologie gastriche: il muco, oggi sappiamo ricco di sostanze ad azione lenitiva e antinfiammatoria, veniva in quel tempo somministrato come rimedio naturale. Un sapere empirico, ma straordinariamente sistematico, eredità culturale greco – romana, che resterà punto di riferimento per oltre quindici secoli e che ci è pervenuto nonostante le invasioni barbariche. Fu determinante, al riguardo, l’opera di Cassiodoro, consigliere di Teodorico il Grande. Nelle sue Variae, e in particolare nella Formula Archiatrorum (Libro VI, 19), Cassiodoro descrive il medico ideale come colui che indaga con impegno le forze delle erbe per salvare la vita del malato. Fondando uno Scriptorium, egli affidò ai monaci amanuensi il compito di copiare e preservare i testi medici greci e latini. Nacque così una nuova figura di intellettuale: il monaco custode del sapere. È in questo humus che si sviluppa la medicina monastica, fondata su un principio armonico: la medicina agisce, ma è Dio che guarisce. La guarigione è equilibrio tra anima, corpo e mente. Particolarmente suggestiva è stata la citazione del Codice 69 dell’Abbazia di Montecassino, dove compare una preparazione denominata Ypnoticum Auditorium. Si trattava di un composto soporifero impiegato per addormentare i pazienti prima di interventi chirurgici: una forma primitiva di anestesia che testimonia il livello sorprendente della medicina medievale. Il Professore ha poi collegato il passato al presente, ricordando come ancora oggi la natura rappresenti una risorsa decisiva. Nel 2015, infatti, la farmacologa cinese Youyou Tu ha ricevuto il Premio Nobel per aver individuato nell’Artemisia annua il principio attivo antimalarico (artemisinina), fondamentale nella lotta contro la malaria, una delle malattie più diffuse al mondo. Un esempio emblematico di come la medicina tradizionale e lo studio integrale della pianta possano dialogare con la ricerca scientifica moderna. L’intervento del Prof. De Vico ha offerto ai soci del Rotary 1954 una riflessione profonda: la farmacia non nasce nei laboratori industriali, ma nei giardini. La scienza più avanzata affonda le proprie radici in un rapporto umile e sapiente con la natura. In un’epoca dominata dall’iper-specializzazione, la lezione che viene dall’antichità e dalla tradizione monastica invita a riscoprire l’unità del sapere, l’armonia tra scienza e spiritualità, tra ricerca e cura dell’uomo nella sua totalità. Una giornata di alto valore culturale, come è stato sottolineato dal Presidente Walter Russo, e dimostrato dai numerosi interventi dei soci, nel segno della medicina che non è soltanto storia di rimedi, ma presidio tramandato di civiltà.

Fabio Russo

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