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| riunioni conviviali |
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le riunioni del mese di maggio
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| Venerdi' 29 ore 20,30: Conviviale
serale con signore presso il Grand Hotel Vanvitelli; consegna
dele onorificenze Paul Harris. |
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Un'atmosfera di grandi occasioni ha caratterizzato
la serata di venerdì scorso, 29 maggio, negli eleganti
saloni del Grand Hotel Vanvitelli per la conviviale serale durante
la quale sono state consegnate le PHF, le più alte onorificenze
del Rotary International. Alla cerimonia è intervenuto
anche il Governatore del Distretto 2100, avv. Guido Parlato, accompagnato
dalla consorte, Signora Jole. Su proposta del Consiglio Direttivo
del Rotary Club di Caserta, presieduto dall'avv. Gianpaolo Iaselli,
sono stati insigniti del titolo il prof. Giovanni Aliotta, ordinario
di Botanica nella Facoltà di Scienze MM.FF.NN, il Prof.
Andrea Buondonno, ordinario di Pedologia nella facoltà
di Scienze Ambientali, il Prof. Vincenzo Maggioni, Preside della
Facoltà di Economia, il Prof. Evangelista Sagnelli, ordinario
di malattie infettive nella facoltà di Medicina, tutti
docenti del nostro Ateneo. Un riconoscimento particolare è
stato conferito al Col. Carmelo Burgio, comandante dei Carabinieri
della nostra provincia, non solo per i grandi meriti nell'opera
di contrasto alla criminalità organizzata ma anche per
la generosa disponibilità costantemente mostrata nei confronti
del Rotary Club di Caserta. Il riconoscimento è stato conferito
anche all'ing. Michele Tarabuso per la sua generosa disponibilità
professionale dei confronti del nostro Club.
Infine, con parole affettuose, il Presidente Iaselli ha insignito
del titolo il socio Pino de Nitto, per la sua pronta disponibilità
e aderenza allo spirito di servizio rotariano. Il Governatore
ha, infine, conferito una particolare onorificenza anche all'ing.
Corrado Verzillo per il suo impegno nella costituzione del nuovo
Club di Maddaloni e Suessola, che presto andrà ad arricchire
il numero dei club gemmati da Caserta.
Nella prolusione alla serata il Presidente Iaselli ha sottolineato
l'importanza della cerimonia ed ha indicato le linee guida che
hanno ispirato le designazioni, privilegiando l'attenzione verso
il territorio in cui opera il Club di Caserta.
Anche il Governatore ha voluto soffermarsi sull'importanza dei
riconoscimenti, che sono insieme apprezzamento dei meriti e stimolo
per l'impegno di ciascuno verso i principi rotariani. |
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Giovedì 21, Teatro "Don Bosco":
cerimonia di consegna all'Istituto Salesiano di un defibrillatore
semiautomatico, donato dal Rotary Club di Caserta;
ore 13,30: conviviale ordinaria c/o Jolly Hotel; il socio
Vincenzo Iannotti con le sue riflessioni sul "Rotary
Club di Caserta" |
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Con l'intervento delle massime autorità civili e militari,
giovedì 21, presso il Teatro "Don Bosco" si
è svolta la cerimonia di consegna all'Istituto Salesiano
di un defibrillatore semiautomatico, donato dal Rotary Club
di Caserta. Nella sala del teatro, affollata dagli studenti
dello stesso Istituto nonché di rappresentanti del "Manzoni",
il Presidente del Rotary, avv. Gianpaolo Iaselli, ha consegnato
al Direttore dei Salesiani, Don Eugenio Fizzotti, la preziosa
apparecchiatura. Si tratta, come ha spiegato il dott. Mannella,
responsabile del 118 di Caserta e nostro consocio, di un apparecchio
salvavita di grandissima utilità per gli interventi di
primo soccorso a persone colpite da improvvisi e gravi problemi
cardiaci.
Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente del Tribunale
di S.Maria C.V., Dott. Andrea Della Selva, il Vice Prefetto
vicario, Dott. Franco Refolo, ed il comandante in 2° della
Brigata Garibaldi, i quali si sono intrattenuti a lungo con
gli studenti, rispondendo anche alle loro numerose domande.
Nella conviviale del 21 Maggio, che ha registrato un buon numero
di presenti, il socio Vincenzo Iannotti ha tenuto la relazione
sul tema "Parliamo di Rotary".
Egli ha indirizzato la sua conversazione su quanto fatto dal
nostro Club e su quanto avvenuto soprattutto nei 29 anni della
sua vita rotariana.
Ha ricordato alcuni dei soci che hanno dato lustro e prestigio
al nostro sodalizio, incominciando da Egidio Amato, che è
stato Governatore del Distretto.
Ha poi accennato all'operatività del Club sul territorio,
indicando le numerose tematiche affrontate con le nostre attività,
soffermandosi sul premio alle forze dell'ordine istituito dal
Presidente Ugo Gaetani alla fine degli anni 60.
Ha, infine, concluso con un richiamo all'amicizia rotariana
che per lui è principalmente: stima, correttezza, lealtà
e tolleranza reciproca.
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| Da Giovedi' 14 a Domenica 17: Viaggio
in Sicilia alla scoperta del Barocco del Val di Noto |
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Mito, arte, suggestioni, colori e mistero. La Sicilia
che si svela alla curiosità dei viaggiatori rotariani capitanati
dal presidente Iaselli prescinde dalle bizze del tempo o dalla
brevità, inevitabile, del viaggio. E' come uno scrigno
che puoi aprire senza rovistarlo da cima a fondo, che si concede
senza sprecare tutte le sue infinite ricchezze, che ti obbliga
quasi a fermare le lancette degli orologi: perché la sua
è una dimensione particolare, che non rincorre la frenesia
della "modernità a tutti i costi" ma ti invita
a riflettere, a riannodare i fili di una memoria millenaria ma
custodita ancora gelosamente, patrimonio unico e irripetibile
per generazioni e generazioni.
Da Siracusa a Noto, da Modica a Ragusa Ibla, il percorso della
storia è quasi una sfida alla superficialità dei
giorni nostri. E' una testimonianza vibrante e per fortuna ancora
intatta di tradizioni ed emozioni, di sapori e di immagini. Altro
che Sicilia minore. E' la Sicilia di un barocco dolce, prezioso,
rinato dopo il terremoto del 1693 e impreziosito da una cura e
da un rispetto che non sono soltanto fede religiosa ma anche identità
di un popolo, capace di ritrovarsi anche nelle nuove generazioni
in certi valori. Impossibile non leggere questa autentica "passione"
nelle parole e perfino nella commozione di chi, come la bravissima
Francesca che ha guidato i rotariani, racconta con il cuore questa
parte dell'isola ai turisti e ai visitatori. C'è il desiderio,
fin troppo evidente, di non trascurare neanche il più piccolo
dei particolari per accontentare la sete di attenzione di chi
ascolta, quasi a diradare anche l'ultimo dubbio di non avere saputo
tutto, ma proprio tutto ciò che c'era da sapere. Il barocco,
ad esempio, che rende uniche nel loro genere le cattedrali di
Siracusa, Noto, Ragusa e Modica: leggero, dai toni sfumati e proprio
per questo gradevoli, impreziosito da tele di artisti immortali,
come quella del Caravaggio a Siracusa, o dai temi suggestivi,
come quella che ritrae insieme le tre Marie, raramente osservate
così in musei o pinacoteche. E le statue, come quella della
Madonna di Modica che offre il figlio al mondo con gli occhi tristi,
consapevole che lo perderà, e il bambino che si porta un
dito alla bocca quasi a invitarla al silenzio pur nella sua drammatica
evidenza. O gli stucchi di gesso, dalla tecnica quasi impossibile
eppure così densi di vitalità.
E le cupole o le torri campanarie, scolpite nel bronzo e in pietra
arenaria, granitici e strenui monumenti all'arte e alla religiosità
in una terra che in processione fa sfilare simulacri e statue,
urne d'argento e baldacchini, omaggio di fede che sarebbe riduttivo
definire solo folcloristico e che, al contrario, ha solide radici
in una religiosità sentita, mistica, vera.
Come vera e carnale nella sua tragica follia è la Medea
di Elisabetta Pozzi, ammirata e applaudita nell'incomparabile
scenario del teatro greco di Siracusa e più tardi all'incontro
con i rotariani della città aretusea al fianco del suo
maestro, quel Giorgio Albertazzi che a dispetto degli 85 anni
portati benissimo non perde occasione di dispensare saggezza,
ironia, fascino. "Betta" e Albertazzi ospiti d'onore
di una serata che resterà scolpita nella memoria, testimoni
preziosi di un teatro che esalta l'Italia perfino al di là
dei suoi problemi e delle sue tante contraddizioni, miti anch'essi
e icone di una classicità che proprio in Sicilia trova
la sua patria naturale.
Sicilia antica ma non remota, a caccia di una modernità
tranquilla e non esasperata, come nell'indole della maggior parte
dei suoi abitanti. Sicilia da gustare, tra gli arancini cari a
Montalbano (la casa diventata famosa per la fiction tv sorge proprio
a ridosso del mare ed è già un cult per i tour operator)
e il dentice gustato a Ragusa che ti restituisce la freschezza
e la genuinità del pesce di mare, tra i cannoli divorati
anche all'alba dagli irriducibili golosi e le granite alla fragola
che hanno dissetato la comitiva nella caldissima Ibla, straordinaria
e imperdibile dimostrazione di quanto il passato - ben curato
- diventi fonte di ricchezza per l'oggi e per il domani.
Sicilia da amare e da ricambiare senza riserve, culturali o snobistiche.
Una terra per tanti aspetti unica, dove zagare e carrubbi evocano
racconti e favole del passato (sapevate che i numeri che misurano
le scarpe derivano dai semi di carrubbo?) ma garantiscono anche
ritorni economico-industriali importanti. E dove l'ospitalità
è una legge sacra per tutti.
Un viaggio "di sentimenti", propiziato e organizzato
in ogni dettaglio da ragusani doc come Pippo e Gianna Leggio,
esempi di quella sicilianità vera e profonda che l'animo
sensibile riconoscerebbe anche al buio e della quale è
davvero difficile non farsi conquistare. (Nando Santonastaso)
- Tutte le foto sono qui
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| Domenica 10: Marcia non agonistica di
Km 4.65 "Teniamoci per mano" 2° edizione
nel parco della Reggia di Caserta |
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"Teniamoci per mano" è lo slogan
della simbolica gara - passeggiata nella natura organizzata dal
Rotary Club di Caserta per i propri soci, familiari ed amici,
domenica 10 maggio nel Parco della Reggia. Lungo un percorso di
circa 4,5 km, i concorrenti si sono imboscati (si fa per dire)
nel boschetto vecchio, protetti dalle ninfe (del bosco), dai folletti
(sempre del bosco) e dal centauro Chirone, ma sempre sotto la
scorta del vigile Presidente che con la sua attrezzatissima bici
portava i rifornimenti idrici ed igienici (non si può mai
sapere!). Il gruppone ha poi lambito la rinnovata e irriconoscibile
Castelluccia, proseguendo per la Peschiera grande e di lì
verso la Fontana Margherita. Da qui è cominciata l'ascesa
verso la Fontana dei Delfini, che per l'occasione lasciava scrosciare
un potente flusso d'acqua, e, quindi, doppiata la coda del Tritone,
i nostri atleti hanno fatto ritorno a grandi passi verso il Palazzo
Reale, passando per la frescura della Pineta.
Il folto gruppo dei partecipanti è stato formato da varie
coppie eterogenee: molti i ragazzi che hanno gareggiato con i
genitori o da soli. Nessun caduto; solo un disperso (ritrovato
alfine).
Elegantissimi i completini da footing, da jogging e tute varie,
a mezza coscia, a mezza manica, a mezza calza, ecc. Spiccava il
completo nero pinguino, senza panciotto, di Ghidelli e quello
ascellato d'arancio di Soriano. Gaetano Farina, invece, andava
in Ferrari (ma solo la maglia), mentre Fabrizio Fusco dava sfoggio
del suo amor di patria in tuta bianca e rossa macchiata di verde
(della scheda col numero di gara).
A tutti è stata distribuita un'abbondante razione di acqua
Lete, ricordata dal piccolo Raffaele Fusco sulla sua maglietta.
Un accenno alla Giuria. Al controllo partenza-arrivo e tempi:
Pippo Leggio (sguardo d'aquila); sul percorso: Gianpaolo Iaselli
(sempre avanti) Enzo Limone (laterali e chiusura), Pino de Nitto
(finalmente in bici!)
La cerimonia di premiazione si è svolta nella sede della
Pro Loco, concessa dal presidente Giaquinto, dove siamo stati
accolti con grande gentilezza dal Segretario Ortensio Zito. Si
è aggiudicata la palma della vittoria la coppia composta
da Franco Papa e Giovanna Ricciardi, seguiti da Nicola e Vincenzo
Picazio e da Ferdinando e Francesco Ghidelli. Poi gli altri in
ordine sparso. I vincitori hanno coperto il percorso in 24 minuti,
ossia alla velocità di c.a 11 km/h.
Possiamo con sicurezza dire che l'impegno del presidente Iaselli
e dello staff organizzativo, coordinato da Ferdinando Ghidelli
e composto da Enzo Limone, Pippo Leggio, Pino Ianniello e Pino
de Nitto, è stato coronato da pieno successo. Occasioni
come questa sono essenziali per cementare la buona amicizia tra
i soci, oltre che per offrire opportunità di incontro anche
per le famiglie. |
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| Giovedì 7 ore 13,30: conviviale
ordinaria c/o Jolly Hotel; Don Eugenio Fizzotti: "
la presenza dei Salesiani a Caserta dal 1896 ad oggi". |
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| Alla riunione ordinaria di giovedì 7 maggio
2009, svoltasi al Jolly Hotel, abbiamo avuto come ospite il Direttore
dei Salesiani, Don Eugenio Fizzotti, il quale ha tenuto una interessantissima
conversazione sulla presenza dei Salesiani a Caserta. L'Istituto
Salesiano fu fondato nel 1896 con le donazioni di Marie Laserre,
che volle così concretizzare il desiderio della Principessa
Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, nata a Caserta
nel 1844. Da cento e più anni, dunque, i Salesiani segnano
nella nostra città una presenza illuminante soprattutto
per l'opera delle loro scuole e dell'oratorio, dove si sono formate
intere generazioni di casertani.
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