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Lettera aperta del Governatore Michelangelo Ambrosio
A tutti gli amici rotariani e rotaractiani;
ai giovani dell’Interact;
ai Volontari, agli Alumni, ai componenti dei GROC
del Distretto 2100 del Rotary International


Carissimi amici,

è con grande emozione e parecchia preoccupazione che mi accingo a scrivere questa mia prima lettera a tutti i soci e alla famiglia rotariana del nostro Distretto.

Emozione perché vado ad assumere un incarico prestigioso all’interno della più prestigiosa Associazione Mondiale non Governativa. Incarico che corona un decennio di servizio intenso e impegnativo iniziato come Presidente del mio Club di Ottaviano nell’a.r. 1999-2000. Ebbi la fortuna di avere come Governatore quell’anno un gran Signore, il rotariano più limpido e più umile che io abbia mai conosciuto. Salvatore Mazzara seppe onorare e rispettare tutti i Club e i Presidenti del Distretto assicurando a tutti una presenza paterna e bonaria, a volte silenziosa, a volte trainante e coinvolgente. Salvatore al termine del suo mandato mi assegnò una delle tre sole Paul Harris Fellow distribuite quell’anno, che resta tuttora il mio orgoglio, nonostante le altre 8 ricevute e i numerosi riconoscimenti ottenuti. Ed è nel suo ricordo, nel ricordo di Salvatore Mazzara, che cerco le parole per vincere le mie emozioni e parlarvi con il mio cuore.

Erano altri tempi, nonostante siano trascorsi solo dieci anni. C’erano solo 55 club nel nostro Distretto, e non so quanti rotariani. Ma si respirava un’aria diversa, pregna di impegno e dedizione, di solennità e di gioia, di amicizie profonde e profonde emozioni. Essere chiamato a far parte del Rotary inorgogliva. Bisognava superare giudizi critici e commissioni severe. Essere riconosciuto come persona eccellente socialmente, eticamente e moralmente, ed essere al top della propria professione.

La gente si faceva raccomandare per essere chiamata, ma la commissione interna del club non era facilmente addomesticabile, per cui superare la selezione era di per sé un premio alla persona, alla sua famiglia e alla sua professione. Poi in qualche momento è scattata una corsa folle all’espansionismo, accompagnata da modifiche continue (e ignorate dai più) delle regole della Rotary Foundation che hanno avuto come effetto quello di aumentare il numero di soci nel mondo di solo qualche percento, ma portando i club a un numero spropositato. Il solo aumento netto è stato quello delle rimesse al Rotary International e alla Rotary Foundation, queste ultime purtroppo bruciate pesantemente nelle due crisi economiche del settembre 2001 e del febbraio 2009.
Da qui deriva la mia preoccupazione.

Come possiamo fare a recuperare quei valori morali che erano linfa vitale per i nostri Club? Come possiamo ritrovare l’orgoglio e il senso di appartenenza che ci caratterizzava? Come possiamo indicare la via ai nostri figli, a quei giovani del Rotaract che per anni abbiamo abbandonato e ai quali abbiamo dato mille esempi negativi? Dove bisogna cercare il seme del pensiero del nostro Fondatore e dove il terreno fertile nel quale farlo di nuovo germogliare?

Se guardo alla nostra comunità rotariana, vedo tanti Club l’un contro l’altro armati. Soci che litigano tra loro. Rotaractiani che si fanno la guerra. Rotariani e rotaractiani in conflitto come se non facessero parte della stessa famiglia… E se guardo alla nostra comunità, vedo i nostri giovani partire, desertificando la nostra Terra e il nostro futuro. Povertà d’animo che cancella le regole del vivere civile e rende possibile ogni angheria. Non vedo più nelle nostre case il rispetto della dignità e dell’umanità che ogni uomo, sia esso servo sia esso re, porta dentro di sé.

E’ un momento triste e difficile per noi e per la nostra gente. Ma è proprio in questi momenti che occorre ritrovare dentro se stessi la volontà e le forza di cambiare. Non risolveremo i nostri problemi attendendo aiuti statali. I messaggi positivi alla nostra gente siamo noi soli a poterli dare. Noi, spettatori disinteressati del degrado che si è consumato sotto i nostri occhi, solo noi, rotariani al top delle professioni, esponenti di spicco della nostra società, solo noi potremo ridare fiducia ai nostri giovani e dignità alla nostra gente.

Per questo, cari amici, vi chiedo di aiutarmi a ritrovare la corretta via. Vi chiedo di impegnarvi come non mai a ricostruire la famiglia rotariana, fatta di Rotaract, Interact, Volontari, Alumni e GROC, per renderci visibili e presenti sul nostro Territorio. Vi chiedo di diventare garanti della dignità della nostra gente, tutori dei nostri figli, punto di riferimento per le nostre Comunità.

Io sogno un mondo migliore. Lo sogno per me, mia moglie e i miei figli. Lo sogno per voi e per le vostre famiglie. Lo sogno per la mia gente e per la mia Terra. Non so se questo è Rotary, ma so che questo è il mio sogno di Rotariano e mi sentirò di avere compiuto degnamente il servizio cui sono stato chiamato solo se tra un anno potrò dire: non ho sognato invano!

Vi abbraccio tutti con tanto affetto.
Michelangelo